Ultim’Ora-VII-186- Ad Ankara Trump ha ridisegnato la NATO: l’Europa paga, Washington detta le regole.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che l’Iran ha preso l’iniziativa di avviare contatti per negoziare un potenziale accordo a seguito le ultime incursioni aeree condotte dalle forze americane. Nonostante l’apertura diplomatica, l’inquilino della Casa Bianca ha ammesso ai giornalisti che lo scenario sul campo rimane estremamente volatile e che non è ancora chiaro se le due nazioni eviteranno un crescendo militare su vasta scala. [CNBC]
Le forze militari degli Stati Uniti hanno preso di mira e colpito alcune infrastrutture ferroviarie chiave in territorio iraniano, distruggendo i ponti posizionati lungo la linea che conduce a Mashhad. La città è considerata un luogo di altissimo valore simbolico e religioso, in quanto destinata a ospitare le spoglie dell’ex Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Khamenei. L’attacco rappresenta la prima vera offensiva diretta contro le infrastrutture civili e logistiche di Teheran da diversi mesi a questa parte, esacerbando pesantemente la crisi diplomatica e militare tra i due storici avversari. [Financial Times]
Il transito marittimo commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio globale di greggio tra l’Iran e l’Oman, ha subito un drastico rallentamento, riducendosi a circa un terzo rispetto ai volumi standard pre-conflitto. Per far fronte all’emergenza e garantire il passaggio di circa 20 milioni di barili al giorno, sono state predisposte due rotte alternative: la prima, a nord, presidiata dalle autorità di Teheran nei pressi dell’isola di Larak, assorbe il 32% del traffico; la seconda corre lungo il litorale dell’Oman e viene utilizzata dal 23% dei convogli, sebbene presenti forti rischi legati alla possibile presenza di mine galleggianti. Questo corridoio secondario è gestito temporaneamente in coordinamento tra l’Oman, le Nazioni Unite e l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO). [Energynews]
L’attuale stallo geopolitico per il controllo e la riapertura dello Stretto di Hormuz sembra riconducibile alle ambiguità testuali di una specifica clausola inserita nel precedente accordo siglato dall’amministrazione Trump. Il testo del “Paragrafo 5” attribuisce formalmente all’Iran un ruolo di primo piano nella gestione e nella sicurezza delle acque della regione; un’autorità e un’influenza formale che gli Stati Uniti e i rispettivi alleati occidentali considerano oggi inaccettabile e pericolosa per gli equilibri geopolitici dell’area. [The Wall Street Journal.]
Le autorità di Pechino avrebbero individuato gravi vulnerabilità informatiche e vere e proprie “porte segrete” (backdoor) all’interno di Claude Code, il celebre strumento di programmazione basato su intelligenza artificiale sviluppato dalla statunitense Anthropic. Secondo il National Vulnerability DataBase cinese, le versioni rilasciate tra aprile e giugno conterrebbero sistemi di monitoraggio integrati in grado di trasmettere dati sensibili degli utenti, inclusi identificativi personali e dati di localizzazione geografica, verso server remoti senza alcuna autorizzazione. Il governo cinese ha raccomandato l’immediata disinstallazione del programma o l’aggiornamento all’ultima versione, mossa che inasprisce la competizione globale per il primato sull’IA. [The Wall Street Journal.]
Cina e Taiwan in massima allerta per l’arrivo del super tifone Bavi: si temono devastazioni record.
Le comunità costiere della Cina orientale e di Taiwan si stanno preparando all’impatto del tifone Bavi, descritto dai meteorologi come una delle perturbazioni atmosferiche potenzialmente più distruttive degli ultimi anni, con un’estensione satellitare stimata in circa 940.000 chilometri quadrati. Mentre i pescatori rientrano nei porti e la popolazione fa scorta di sacchi di sabbia per arginare le inondazioni, nel sud della Cina continuano senza sosta le operazioni di soccorso per arginare i danni del precedente tifone Maysak, il cui bilancio ufficiale ha già registrato almeno 39 vittime e pesanti allagamenti che hanno colpito anche diverse infrastrutture urbane e naturalistiche. [South China Morning Post]
Durante un incontro ufficiale a margine del vertice NATO di Ankara con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Trump è scivolato in un clamoroso errore diplomatico e geografico. Nel descrivere i recenti attacchi subiti dalle forze navali americane, Trump ha testualmente affermato che “111 missili sono stati lanciati dalla Repubblica Islamica del Giappone”, confondendo palesemente lo stato nipponico con l’Iran e suscitando sconcerto tra le delegazioni internazionali presenti al vertice. [South China Morning Post]
La magistratura argentina ha emesso la prima storica sentenza sul tragico affondamento del sottomarino ARA San Juan, avvenuto nel 2017 nelle acque dell’Atlantico meridionale e costato la vita a tutti i 44 membri dell’equipaggio a causa di un’implosione. Il tribunale ha condannato l’ex capo militare Villamide per le responsabilità oggettive nella gestione della sicurezza del mezzo, mentre ha deliberato l’assoluzione per altri tre alti ufficiali finiti sotto processo. [Perfil]
La Russia sta affrontando una severa carenza di carburante sul mercato interno, causata da blocchi strutturali, manutenzioni impreviste e chiusure straordinarie di diverse raffinerie nazionali. Per contrastare le lunghissime code alle stazioni di servizio, numerose regioni della Federazione hanno introdotto un sistema di razionamento basato sulle targhe alterne (pari e dispari) dei veicoli. Parallelamente, Mosca ha azzerato l’export di diesel e ha avviato trattative d’urgenza con il Kazakistan per importare circa 50.000 tonnellate metriche di benzina di tipo AI-92 nel tentativo di stabilizzare la rete di distribuzione. [Ukrainska Pravda]
Il consiglio di amministrazione del colosso automobilistico tedesco Volkswagen si appresta a discutere un drastico piano di ristrutturazione aziendale che prevede la chiusura di quattro fabbriche sul suolo tedesco e il licenziamento di una quota di personale che potrebbe raggiungere le 100.000 unità. I vertici del gruppo si trovano ad affrontare una crisi senza precedenti strutturata su più fronti: costi di produzione interni insostenibili, eccesso di capacità produttiva, agguerrita concorrenza dei veicoli elettrici cinesi e i dazi commerciali imposti dal mercato statunitense, fattori che stanno scardinando il modello di affari tradizionale del marchio. [Handelsblatt]
Il governo federale tedesco è intenzionato a introdurre una normativa molto severa che modificherà l’attribuzione della responsabilità civile in caso di incidenti legati all’uso di monopattini elettrici in condivisione. La nuova legge renderà le grandi aziende del settore (come Bolt e Lime) direttamente responsabili e civilmente perseguibili per i danni patrimoniali e fisici causati dai propri mezzi. L’obiettivo primario del provvedimento è snellire le pratiche burocratiche e garantire rimborsi e risarcimenti rapidi e certi alle vittime dei sinistri stradali. [The Guardian]
La sonda spaziale cinese Tianwen-2 è riuscita a catturare la prima immagine ravvicinata di Kamo’oalewa, un asteroide che orbita vicino alla Terra e catalogato come una delle nostre “quasi-lune”. Tuttavia, l’analisi visiva dello scoglio cosmico e le tempistiche di ricezione dei dati indicano che la superficie dell’asteroide potrebbe presentare caratteristiche morfologiche impreviste e ostiche. Questo scenario rischia di complicare notevolmente l’obiettivo principale della missione scientifica di Pechino, focalizzata sulla raccolta e sul successivo trasporto a terra di campioni di roccia dal corpo celeste. [Live Science]
Il telescopio spaziale James Webb ha documentato un fenomeno astronomico di eccezionale rilevanza, catturando le emissioni e i dati strutturali di un esopianeta massiccio rimasto intatto dopo il collasso energetico e l’esplosione della sua stella di riferimento, oggi ridotta allo stato di nana bianca. Lo studio approfondito dello strato atmosferico di questo gigante gassoso offre agli astrofisici una preziosa finestra sul futuro remoto del nostro sistema solare, anticipando il destino di pianeti come Giove e Saturno quando il Sole esaurirà il suo ciclo vitale. [The Standard, Hong Kong]
Graham Platner, esponente di spicco dell’ala sinistra populista del Partito Democratico americano e candidato di punta nello stato del Maine per il rinnovo parziale del Congresso a novembre, ha annunciato il ritiro ufficiale dalla competizione elettorale. La decisione è giunta in seguito a una pesante accusa di violenza sessuale che si somma a una serie di precedenti controversie personali e pubbliche. La caduta del quarantunenne ostricoltore rappresenta un duro colpo politico per i democratici, i quali temono ora che il seggio vacante possa compromettere definitivamente la rincorsa alla maggioranza assoluta del senato degli Stati Uniti. [Le Monde]
Dopo mesi di forte esposizione mediatica e ambizioni legate a una possibile corsa per l’Eliseo, Jordan Bardella è stato richiamato al suo ruolo istituzionale di “numero due” all’interno del Rassemblement National. Durante i primi appuntamenti della nuova campagna elettorale, il giovane leader ha mantenuto un profilo freddo e distaccato nei confronti di Marine Le Pen, evitando persino di congratularsi pubblicamente per la formalizzazione della candidatura ufficiale di quest’ultima alla presidenza della Repubblica per il 2027. Sulle dinamiche interne e sui futuri assetti del partito peserà in maniera decisiva anche il verdetto giudiziario atteso sul caso dei presunti assistenti parlamentari fittizi al parlamento europeo. [Le Monde]
Tragedia industriale in Cina: un devastante rogo in un calzaturificio provoca almeno 28 vittime.
Un incendio di proporzioni catastrofiche è divampato all’interno di una fabbrica specializzata nella produzione di calzature, provocando la morte accertata di almeno 28 operai. L’incendio è avvenuto nella città di Jinjiang, nella provincia del Fujian nella Cina orientale. La città di Jinjiang è conosciuta a livello globale come un importantissimo polo produttivo, spesso definito la “capitale cinese delle scarpe” [Le Monde]
Il bilancio delle violente inondazioni e dei nubifragi che hanno flagellato le regioni centro-meridionali della Cina, in particolare la provincia del Guangxi, è salito drammaticamente a 39 morti. [Global Times]
Portia Anyamba, ex generale di brigata dell’aeronautica sudafricana con legami con un funzionario dell’Agenzia per la Sicurezza dello Stato, è stata recentemente condannata a sei mesi di carcere negli Stati Uniti, dove lavorava presso un laboratorio governativo di scienza ed energia. In precedenza si era dichiarata colpevole di essere un’agente straniera e di aver falsificato informazioni durante la richiesta di nulla osta di sicurezza. [Daily Maverick]
Un consorzio di testate giornalistiche di rilievo globale, guidato dal New York Times e dal Daily News, ha formalizzato la richiesta a un giudice federale di imporre severe sanzioni legali nei confronti di OpenAI. Le accuse sostengono che la società sviluppatrice di ChatGPT stia deliberatamente occultando prove fondamentali nell’ambito della storica causa per violazione del diritto d’autore. L’impianto accusatorio contesta a OpenAI e a Microsoft l’utilizzo non autorizzato di milioni di articoli giornalistici protetti per addestrare i propri modelli algoritmici, creando strumenti che sottraggono traffico web e lettori alle testate senza sostenerne i costi di produzione giornalistica. [Associated Press]
Il vertice NATO svoltosi ad Ankara sotto la presidenza del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha segnato un profondo cambiamento negli equilibri interni dell’Alleanza Atlantica, ormai trasformata in un’organizzazione dove Washington esige un ritorno economico e geopolitico molto più esplicito e mercantile. Nonostante le pesanti frizioni iniziali e le minacce commerciali mosse da Donald Trump contro la Spagna e altri partner commerciali europei, l’alleanza ha retto l’urto, formalizzando oltre 50 miliardi di dollari in contratti industriali militari, mentre Trump ha dato il via libera alla produzione autonoma di missili Patriot in Ucraina. Il vertice si è chiuso anche con un singolare retroscena diplomatico: il premier belga ha scoperto al suo rientro che il presidente ospitante Erdoğan aveva inserito nei bagagli personali di ciascun leader politico una rivoltella d’epoca corredata da munizioni reali come provocatorio dono d’addio. [Reuters]
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