Ultim’Ora-VII-133- L’Iran punta a una nuova fonte di potere sotto lo stretto di Hormuz.
Perù: l’ufficio elettorale conferma Fujimori e Sanchez al ballottaggio.
Le autorità elettorali del Perù hanno confermato che Keiko Fujimori e Carlos Sanchez si sfideranno al secondo turno delle elezioni presidenziali il 7 giugno. Il primo turno è stato segnato da errori logistici, ritardi nello scrutinio e accuse di brogli avanzate da diversi schieramenti politici, aumentando la tensione nel Paese. [La República]
Crisi in Bolivia: la città di La Paz bloccata dalle manifestazioni sindacali nonostante la repressione militare e della polizia.
La capitale boliviana La Paz continua a essere paralizzata dalle proteste sindacali, con almeno 22 punti di blocco ancora attivi. Dopo nuovi scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, il governo ha ordinato il ritiro di polizia ed esercito da alcune aree sensibili. La crisi è alimentata dal malcontento sociale per inflazione, carenza di carburante e tensioni politiche interne. [Infobae]
Gli Emirati Arabi Uniti segnalano un attacco vicino alla centrale nucleare di Abu Dhabi.
Un attacco iraniano con droni ha provocato un incendio nei pressi della centrale nucleare di Barakah, vicino ad Abu Dhabi. Il governo ha definito l’episodio un “pericoloso crescendo”, riservandosi il diritto di rispondere a eventuali ulteriori ostilità. [BBC]
Un morto e nove dispersi per un pickup precipitato da un ponte nel sud della Cina.
Un pickup con a bordo 15 passeggeri è precipitato in un fiume nel Guangxi, nel sud della Cina. Il mezzo trasportava braccianti diretti a una coltivazione di patate dolci quando è uscito da un ponte a basso livello nella contea autonoma di Huanjiang Maonan. Sono in corso operazioni di ricerca e soccorso. [China Daily]
Un manoscritto perduto da 1.200 anni contiene la prima poesia nota in lingua inglese.
Un manoscritto medievale scoperto a Roma contiene una delle più antiche versioni sopravvissute del primo poema noto scritto in inglese. Il testo include l’“Inno di Caedmon”, breve poesia in antico inglese composta, secondo la tradizione, da un pastore della Northumbria dopo un sogno miracoloso. [Belfast Telegraph]
Due sherpa nepalesi battono i propri record di scalata dell’Everest.
Kami Rita Sherpa ha raggiunto la vetta dell’Everest per la trentaduesima volta, stabilendo un nuovo record mondiale personale. Anche Lhakpa Sherpa ha migliorato il proprio primato femminile completando l’undicesima scalata. Entrambi sono considerati figure leggendarie dell’alpinismo himalayano. [The Kathmandu Post]
Il ministro degli esteri estone afferma che la Russia si sta indebolendo e che non è il momento di negoziati.
Margus Tsahkna sostiene che la Russia stia cercando nuovi contatti diplomatici con l’Europa a causa del deterioramento della propria economia e delle difficoltà militari in Ucraina. Secondo Tallinn, l’Occidente dovrebbe aumentare la pressione politica ed economica su Mosca invece di puntare a negoziati prematuri. [Ukrainska Pravda]
Ucraina: la Russia inizia a perdere terreno.
Secondo un’analisi basata su dati satellitari, la Russia avrebbe subito nel 2026 le prime perdite territoriali nette e continuative dall’ottobre 2023. L’offensiva primaverile russa appare rallentata, mentre le perdite umane restano molto elevate. Il fallimento di una breve tregua a maggio conferma inoltre che il conflitto è ancora lontano da una conclusione. [The Economist]
“Andate a prenderla”: gli Stati Uniti avrebbero spinto gli Emirati Arabi Uniti a conquistare un’isola iraniana.
Esponenti dell’amministrazione Trump starebbero incoraggiando gli Emirati Arabi Uniti a intervenire più direttamente nel conflitto con l’Iran e a occupare una delle isole controllate da Teheran nel Golfo Persico. L’ipotesi segnala un possibile ampliamento regionale della crisi mediorientale. [The Telegraph]
L’OMS dichiara che l’epidemia di Ebola nella RDC e in Uganda è un’emergenza internazionale.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato emergenza sanitaria internazionale per l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Nella RDC si registrano almeno 80 morti e oltre 300 casi sospetti, mentre l’Uganda segnala nuovi contagi collegati a viaggiatori provenienti dalle zone colpite. Le autorità temono un’espansione regionale del virus. [The Guardian]
“Non è più un fatto eccezionale”: Karachi affronta la brutale nuova realtà del caldo estremo.
Karachi e vaste aree dell’Asia meridionale stanno vivendo temperature eccezionalmente elevate, considerate dagli esperti una chiara conseguenza della crisi climatica. Le ondate di calore stanno mettendo sotto pressione reti elettriche, ospedali e approvvigionamento idrico, aggravando le condizioni di vita nelle città più popolose della regione. [The Guardian]
Vicino a Nablus, in Cisgiordania, i samaritani formano una microsocietà neutrale nel cuore di una terra in guerra.
La minuscola comunità religiosa dei samaritani continua a vivere in Cisgiordania cercando di mantenersi neutrale nel conflitto israelo-palestinese. Discendenti di un’antica tradizione legata al giudaismo, i samaritani sopravvivono tra difficili equilibri politici, isolamento culturale e tensioni permanenti nella regione di Nablus. [Le Monde]
Ex ministri malesi si dimettono dal partito di Anwar. Si parla di elezioni anticipate.
Due ex ministri, Rafizi Ramli e Nik Nazmi Nik Ahmad, hanno annunciato l’uscita dal partito del premier Anwar Ibrahim e le dimissioni da deputati. La decisione indebolisce la coalizione di governo e alimenta le voci di elezioni anticipate già nei prossimi mesi, nonostante il voto nazionale sia previsto per il 2028. [The Star]
Il festival di preghiera sostenuto da Trump al National Mall richiama migliaia di persone: “Accogliamo Gesù!”
Migliaia di persone hanno partecipato a Washington all’evento religioso “Rededicate 250”, sostenuto da Donald Trump. I promotori hanno presentato gli Stati Uniti come una nazione fondata sui valori cristiani, mentre i critici accusano l’iniziativa di voler cancellare la separazione tra stato e chiese e di trasformare la religione in uno strumento politico. [Washington Post]
L’Iran punta a una nuova fonte di potere sotto lo stretto di Hormuz.
Finora il mondo guardava allo stretto soprattutto come passaggio del petrolio. Ora, però, Teheran starebbe valutando di imporre tariffe alle grandi aziende tecnologiche per l’utilizzo delle infrastrutture sottomarine e alcuni media vicini al governo hanno minacciato possibili interruzioni del traffico dati in caso di mancati pagamenti. In pratica l’Iran starebbe cercando di costruire una forma di “deterrenza digitale”, simile a quella esercitata sul traffico energetico. [CNN]
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