Ultim’Ora-VII-117- Libia: la nave fantasma Arctic Metagaz, bomba ecologica alla deriva nel Mediterraneo.

Colombia: ultimo giorno della conferenza per la transizione dai combustibili fossili.
La città di Santa Marta ospita la prima Conferenza internazionale per la transizione oltre i combustibili fossili, organizzata da Colombia e Paesi Bassi. Oltre 1.500 partecipanti da circa 60 paesi discutono strategie per accelerare una transizione energetica equa e ridurre la dipendenza da petrolio, gas e carbone. Le comunità indigene e afrodiscendenti chiedono tutele per i territori e denunciano i rischi delle eccessive estrazioni minerarie. [El Tiempo]

Gli Stati Uniti incriminano il governatore di Sinaloa per legami con il locale cartello.
Le autorità statunitensi accusano il governatore messicano Rubén Rocha Moya di aver favorito per anni il cartello di Sinaloa. Washington ha richiesto l’arresto e l’estradizione del governatore, mentre la procura messicana valuta le prove. Il caso evidenzia le tensioni nella cooperazione bilaterale contro il narcotraffico. [El Universal]

Regno Unito: l’odio verso gli ebrei è “fuori controllo”. Accoltellati due ebrei a Londra.
La polizia indaga sull’aggressione nel nord di Londra. L’episodio si inserisce nel crescente clima di tensione e nell’aumento degli attacchi antisemiti in Europa, legati anche alle crisi in Medio Oriente. [The Telegraph]

Mali: la giunta sotto pressione dopo gli attacchi dei giorni scorsi.
Offensive congiunte di jihadisti e ribelli tuareg mettono in difficoltà il governo militare. Gli attacchi confermano la persistente instabilità nel Sahel, nonostante anni di operazioni militari e il sostegno russo alla giunta. [Le Monde]

Quattro morti e 70 feriti in attacchi tra Pakistan e talebani afghani.
Colpi di mortaio e razzi hanno colpito abitazioni e un’università nella provincia di Kunar. Il crescendo bellico mina la fragile tregua tra Islamabad e Kabul e riflette le tensioni croniche lungo il confine conteso. [Reuters]

La guerra degli Stati Uniti in Iran fin ora è costata 25 miliardi di dollari.

Un alto funzionario del Pentagono sostiene che la guerra degli Stati Uniti in Iran sta costando oltre 25 miliardi di dollari, fornendo la prima stima ufficiale del costo militare del conflitto. [Reuters]

Telefonata Trump-Putin su Iran e Ucraina.
I due leader hanno discusso dei rispettivi conflitti, con Mosca contraria a un intervento terrestre USA in Iran. Trump ha evocato possibili progressi diplomatici anche in Ucraina, ma restano forti divergenze sulle richieste territoriali e le condizioni di pace di Putin. [Politico]

Case inghiottite dal mare in North Carolina: alcune abitazioni rimorchiate su ruote.
L’innalzamento del livello del mare sta erodendo le coste degli Outer Banks, costringendo a trasferire intere abitazioni. L’area è considerata un indicatore anticipato degli effetti della crisi climatica sulle comunità costiere. [The Guardian]

Dubai: arrestati 276 membri di una rete truffaldina globale.
Un’operazione ha smantellato nove centri specializzati in truffe su investimenti e criptovalute. L’azione dimostra la crescente dimensione globale della criminalità finanziaria e la cooperazione internazionale per contrastarla. [Gulf News]

La Corte Suprema ridefinisce le mappe elettorali negli Stati Uniti.
Una sentenza limita l’uso del fattore razziale nella definizione dei distretti elettorali. La decisione potrebbe ridisegnare gli equilibri politici, soprattutto nel Sud, con possibili effetti sulla rappresentanza delle minoranze. [The Washington Post]

Svizzera: il prossimo 14 giugno gli svizzeri andranno alle urne per un referendum che prevederebbe un tetto alla popolazione di 10 milioni di abitanti.

Dopo aver superato la soglia dei 9 milioni, i promotori sostengono che l’immigrazione incontrollata sovraccarica le infrastrutture, distrugge la natura e fa lievitare gli affitti.  Qualora determinati obiettivi intermedi (9,5 milioni entro il 2040) vengano superati, si dovrebbero adottare misure in materia di diritto d’asilo e immigrazione per limitare l’immigrazione. [Neue Zürcher Zeitung]

La petroliera russa senza equipaggio rimane fuori controllo dopo il fallimento dei tentativi di traino. Il caso rappresenta un rischio ambientale e di sicurezza, in un contesto segnato anche da attività militari e tensioni geopolitiche nella regione. La nave è stata abbandonata dal suo equipaggio e da allora galleggia senza meta nel Mar Mediterraneo. Inizialmente sembrava diretta verso Malta, prima di cambiare direzione verso Lampedusa e successivamente verso sud, in direzione dei giacimenti petroliferi in mare della Libia. Le autorità libiche hanno rimorchiato l’imbarcazione verso est, lontano dalla costa. Da Pasqua, l’Arctic Metagaz si trova a nord-est di Bengasi. Irraggiungibile, l’Arctic Metagaz è alla deriva senza meta e rappresenta un pericolo per l’ambiente e la sicurezza. [Malta Today]

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