Ultim’Ora-VII-114- Droni armati alimentano la guerra opaca fra Tripoli e Bengasi.

Colombia: le vittime per l’attentato sull’autostrada salgono a 20.

Presunti guerriglieri hanno compiuto un attacco con esplosivi lungo la Panamericana, nel sud-ovest della Colombia, causando almeno 20 vittime.  Negli ultimi giorni, tutta la regione è stata investita da una nuova ondata di violenza con numerosi attentati in varie località. [El Tiempo]

Falkland/Malvinas e Antartide: il piano strategico di Milei prevede l’aiuto di Trump.

Il governo argentino spera che il possibile finanziamento statunitense per la base navale di Ushuaia faccia cambiare la posizione di Washington sulle isole Malvinas e rafforzare il ruolo dell’Argentina come “porta d’accesso” all’Antartide. [Rio Negro]

Sparatoria di Washington: il sospetto avrebbe preso di mira Trump, secondo alcuni suoi appunti.

Documenti “anticristiani” attribuiti al sospettato indicano che l’obiettivo dell’attacco era Donald Trump. Il presidente lo ha definito «un individuo disturbato», aggiungendo che la famiglia aveva già segnalato preoccupazioni alle autorità. [The Wall Street Journal.]

Mali: il numero due della giunta ucciso dai jihadisti.

Sadio Camara, figura chiave della giunta militare al potere a Bamako e artefice del riavvicinamento con la Russia, è stato ucciso in un attacco jihadista contro la sua residenza. L’azione, rivendicata dal JNIM, rappresenta il colpo più grave inflitto al regime militare dal suo insediamento nel 2020. [Libération]

Mali: i ribelli tuareg annunciano un accordo con i russi per il ritiro da Kidal.

I tuareg hanno annunciato un accordo con forze russe per il ritiro dalla città di Kidal, mentre riprendono i combattimenti. Sabato, i jihadisti del Gruppo di sostegno all’islam e ai musulmani (GSIM) hanno rivendicato attacchi coordinati con i separatisti contro obiettivi strategici della giunta militare. [Le Monde]

Israele: l’annuncio di un fronte comune dagli ex primi ministri Bennett e Lapid scuote la politica.

Naftali Bennett e Yair Lapid hanno rinnovato la precedente alleanza politica, fondata su un rapporto di fiducia personale che resta il fulcro della loro proposta elettorale. Nonostante le differenze, i due leader, già primi ministri a rotazione, puntano a rilanciare una collaborazione definita in passato un “patto tra fratelli”. [The Jerusalem Post]

Israele: il presidente Herzog rinvia la decisione sulla grazia a Netanyahu.

Il presidente Isaac Herzog ha rinviato la decisione sulla richiesta di grazia presentata da Benjamin Netanyahu relativamente ai suoi processi per corruzione. Herzog ha sottolineato la necessità di esaurire tutti i tentativi di mediazione tra le varie forze politiche prima di prendere una decisione definitiva. [Haaretz]

Israele avrebbe inviato il suo Iron Dome e militari specializzati negli Emirati durante la guerra con l’Iran.

Israele avrebbe dispiegato il sistema di difesa missilistica Iron Dome negli Emirati Arabi Uniti durante il conflitto con l’Iran. Sarebbe la prima volta che il sistema viene utilizzato fuori da Israele e dagli Stati Uniti, segnalando la crescente cooperazione tra i due paesi. [The Times of Israel]

Irlanda del Nord: un’autobomba esplode davanti a una stazione di polizia. Si sospetta la Nuova IRA.

L’attacco a una stazione di polizia a Dunmurry, alla periferia di Belfast, è stato messo a segno con una bombola di gas compressa. [Belfast Telegraph]

La Siria avvia il primo processo contro i boia di Assad.

È iniziata a Damasco la prima udienza del processo contro Atef Najib, ex capo della sicurezza politica a Daraa. Il tribunale ha inoltre incriminato diversi esponenti del regime siriano, tra cui lo stesso Bashar al-Assad, che sarà processato in contumacia. [Enab Baladi]

Egitto: liberati 602 detenuti per la Giornata della Liberazione del Sinai.

Le autorità egiziane hanno disposto la liberazione di 602 detenuti in occasione della Giornata della Liberazione del Sinai che si celebra il 25 aprile. La ricorrenza celebra il completo ritiro delle forze israeliane dalla penisola nel 1982. [Al Ahram]

“Né guerra né pace”. Lo stallo tra Iran e Stati Uniti potrebbe durare a lungo.

Iran e Stati Uniti si trovano in una fase di stallo strategico, in cui entrambe le parti puntano a resistere più a lungo dell’altra. Secondo gli analisti, l’assenza di un accordo aumenta i rischi di un conflitto latente. [New York Times]

La guerra con l’Iran colpisce le forniture di pistacchio mentre cresce la domanda del cioccolato di Dubai.

Il conflitto con l’Iran danneggia le esportazioni di pistacchi, mentre cresce la domanda legata al settore dolciario di Dubai. Le spedizioni mensili restano inferiori ai livelli di due anni fa, nonostante una recente lieve ripresa delle esportazioni. [Financial Times]

Studio sul DNA rivela che all’origine degli amerindi c’è una popolazione asiatica “fantasma”.

Un’analisi genetica su quasi 200 genomi indigeni ha individuato tracce di una popolazione asiatica finora sconosciuta che avrebbe contribuito all’origine degli abitanti delle Americhe. I risultati indicano un’ondata migratoria verso il Sud America circa 1.300 anni fa. [Live Science]

USA: la comunicazione di Hegseth sulla guerra con l’Iran riecheggia sermoni della sua chiesa estremista.

I messaggi del segretario alla guerra Pete Hegseth sull’Iran rifletterebbero l’influenza della sua chiesa di “orientamento cristiano nazionalista”. Questo ambiente religioso starebbe acquisendo un peso crescente all’interno della Casa Bianca. [The Guardian]

Malesia: uno scontro sul sovrano del Negeri Sembilan evidenzia le peculiarità del sistema monarchico malese.

Una disputa senza precedenti scuote lo stato malese di Negeri Sembilan, dove quattro capi tradizionali hanno dichiarato la deposizione del sovrano Tuanku Muhriz. Il monarca ha invitato alla calma e alla continuità delle istituzioni, mentre i capi tradizionali hanno scelto un nuovo sovrano, aprendo una crisi istituzionale. [South China Morning Post]

Giappone: terremoto di magnitudo 6.1 nel nord del paese.

La scossa ha colpito l’Hokkaido settentrionale, con epicentro vicino alla località di Sarabetsu. Un evento più forte, registrato la settimana precedente, aveva fatto scattare un’allerta tsunami subito rientrata. [Associated Press]

Ungheria: Orbán si dimette da deputato “per ricostruire il fronte nazionalista”.

Il primo ministro uscente ungherese Viktor Orbán ha annunciato che rinuncerà al seggio in parlamento, per

concentrarsi sulla ricostruzione del suo movimento politico nazionalista. [Associated Press]

Un raro video mostra un jet sovietico Su-7 mentre sgancia una bomba nucleare.

Il raro filmato documenterebbe un test della guerra fredda in cui un jet sovietico Su-7 avrebbe sganciato una vera bomba nucleare tattica. I test di questo tipo sono stati limitati dal trattato sulla messa al bando parziale degli esperimenti nucleari del 1963. Il lancio di armi nucleari da aerei comportava rischi elevati e benefici limitati in termini di dati raccolti. [The War Zone]

Raid israeliani in Libano: l’esercito di Tel Aviv ordina l’evacuazione di sette città a nord del fiume Litani.

oltre la “zona cuscinetto”.

Le operazioni militari proseguono nonostante il cessate il fuoco, anche in aree al di fuori della cosiddetta “zona cuscinetto” stabilita da Israele lungo il confine. [Al Jazeera]

Elezioni palestinesi: vittoria dei fedelissimi di Abbas che conquistano seggi anche a Gaza.

Hamas ha boicottato il voto e ufficialmente non ha presentato candidati a Gaza, pur sostenendo indirettamente alcune liste. L’affluenza è rimasta bassa. I risultati preliminari indicano una netta affermazione delle liste legate a Fatah. [Al Jazeera]

Libia: immagini satellitari documentano droni armati che alimentano la guerra invisibile fra Tripoli e Bengasi.

Nonostante l’embargo ONU sulle armi, droni militari sono stati individuati nella base di Al Khadim, controllata dalle forze di Khalifa Haftar. La presenza dei droni suggerisce un rafforzamento militare sostenuto dall’esterno, in un conflitto sempre più opaco e internazionalizzato. Secondo analisti militari, i velivoli, probabilmente di produzione cinese o turca, sarebbero stati dispiegati in violazione dell’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite dal 2011. La scoperta riaccende i timori di un coinvolgimento indiretto di muovi attori stranieri nel conflitto libico. [Al Jazeera]

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