Ultim’Ora-VII-097- Il Libano continua a scavare alla ricerca di sopravvissuti e a contare i morti dei più infernali dieci minuti di tutte le sue guerre.

L’Argentina approva una legge che allenta le misure di protezione dei suoi ghiacciai.

Il Congresso argentino ha approvato un controverso emendamento che facilita le attività minerarie nelle regioni glaciali, una misura che, secondo gli ambientalisti, indebolisce le tutele per le cruciali fonti idriche del paese. La pionieristica Legge sui Ghiacciai, approvata nel 2010, vieta tutte le attività minerarie nelle aree glaciali. La riforma voluta da Milei trasferisce la responsabilità della definizione delle aree glaciali protette dall’Istituto argentino per la neve, il ghiaccio e le scienze ambientali (Ianigla) ai governi provinciali, al fine di “permette le attività minerarie “dove non c’è nulla da proteggere”. In Argentina si contano 16.968 ghiacciai, che alimentano 36 bacini fluviali distribuiti in 12 province, abitate da sette milioni di persone. [Ambito]

Guerra in Iran: Israele annuncia colloqui per il cessate il fuoco con il Libano.

Pressato dagli USA, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu annuncia di aver dato istruzioni per avviare negoziati diretti con il Libano, in seguito a quelle che ha definito “richieste di Beirut” mentre continua ad attaccare Hezbollah in tutto il territorio libanese. Secondo alcune fonti, i colloqui tra Israele e Libano si svolgeranno negli Stati Uniti. [Al Jazeera]

Il Regno Unito denuncia un’operazione segreta di sottomarini russi nelle sue acque.

Tre sottomarini russi hanno condotto un’operazione “segreta” su cavi e oleodotti nelle acque a nord del Regno Unito. Il governo ha schierato una nave da guerra e un aereo per scoraggiare tali attività “malevoli” di Mosca. [Financial Times]

Le petroliere ferme nel Mar Rosso non si fidano di attraversare lo Stretto di Hormuz.

Lo stretto sarebbe ufficialmente riaperto al traffico marittimo, ma l’incertezza relativa al cessate il fuoco rende il transito troppo rischioso. Secondo gli armatori, ancora mancano garanzie di sicurezza da parte dell’Iran, linee guida chiare su come e quando transitare e una visione a lungo termine sul futuro dello stretto. Hapag-Lloyd, la quinta compagnia di navigazione più grande al mondo, ha sei navi portacontainer bloccate nello stretto, ma per ora le tiene ferme. [CNN]

Il segretario della NATO insiste sul fatto che l’Europa si stia “dando da fare” per aiutare gli USA nella guerra contro l’Iran dopo gli ultimi attacchi di Trump.

Mark Rutte si sforza di trovare un equilibrio tra un presidente americano furioso e i membri della NATO che si sentono ingiustamente denigrati. L’amministrazione statunitense avrebbe chiesto agli alleati “di concentrarsi sulla Russia e di non interferire nell’Indo-Pacifico e in Medio Oriente”, come in effetti è avvenuto. [Politico]

Le autorità britanniche respingono decisamente il sistema di pedaggio proposto per lo Stretto di Hormuz.

Il ministro della difesa britannico John Healey ha dichiarato che il Regno Unito e i suoi alleati desiderano che lo stretto venga riaperto al più presto ed esclude qualsiasi sistema di pedaggio perché costituirebbe un pericoloso precedente. [The Washington Times]

Singapore nega negoziati per il passaggio sicuro a Hormuz: il transito è “un diritto, non un privilegio”.

Singapore non negozierà il passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz, poiché ciò minerebbe i principi fondamentali del diritto internazionale, ha dichiarato il ministro degli esteri della città-stato. [South China Morning Post]

Indonesia: attivisti denunciano il presidente del Myanmar per genocidio.

La denuncia per genocidio presentata alla procura indonesiana a carico del neoeletto presidente del Myanmar, Min Aung Hlaing, rappresenta un ulteriore passo per chiedere ai governanti militari del paese di rispondere dei loro presunti crimini internazionali, indipendentemente dal luogo in cui sono stati commessi. La denuncia, presentata alla Procura Generale indonesiana (AGO), accusa l’ex capo militare di genocidio contro i rohingya, stupri di massa, sfratti forzati, uccisioni e incendi dolosi di villaggi nello stato di Rakhine. [South China Morning Post]

 

I “bambini rubati” dell’Etiopia, adottati mentre i loro genitori erano ancora in vita.

Per oltre vent’anni, migliaia di bambini etiopi sono stati adottati da famiglie francesi tramite varie associazioni benevole, mentre i loro genitori erano ancora in vita. Ora adulti, debbono affrontare una dura battaglia per scoprire la verità sulla loro storia. [Le Monde]

In Giappone, una prefettura offre un premio a chi segnala lavoratori immigrati irregolari.

La prefettura di Ibaraki sta preparando un sistema di denuncia a pagamento. Ma fioccano le critiche, anche se cresce la diffidenza nei confronti degli stranieri. [Le Monde]

La Russia criminalizza la negazione del “genocidio sovietico” perpetrato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Una legge appena approvata riconosce formalmente come genocidio i crimini nazisti contro la popolazione sovietica durante la seconda grande guerra e criminalizza la loro negazione. Il novo reato sarà punibile con una multa da 2 a 5 milioni di rubli, oppure con una somma pari al reddito del condannato per un periodo da uno a cinque anni. Saranno inoltre applicabili pene come lavori socialmente utili, lavori forzati fino a cinque anni o la reclusione per lo stesso periodo. [Tass]

Stati Uniti: il CDC ritarda la pubblicazione del rapporto sui benefici del vaccino contro il covid.

Il direttore ad interim dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha bloccato la pubblicazione di un rapporto che mostra come il vaccino contro il covid abbia ridotto di circa la metà la probabilità di ricorso al pronto soccorso e a ricoveri ospedalieri da parte di adulti sani lo scorso inverno. [The Washington Post]

Sudan: un attacco di droni colpisce una festa nuziale in una città del Darfur, uccidendo almeno 30 persone.

L’attacco è l’ultimo di una serie di intensi scontri con droni tra l’esercito e le Forze di Supporto Rapido paramilitari, in guerra dall’aprile del 2023. Il conflitto, che dura da quasi tre anni, ha causato oltre 40.000 morti, ma il numero reale delle vittime potrebbe essere molto più alto. [Associated Press]

Venezuela: il parlamento approva una nuova legge sulle attività minerarie con l’obiettivo di attrarre investitori stranieri.

Si tratta dell’ultima iniziativa legislativa della presidente ad interim Delcy Rodríguez da quando il governo al potere in Venezuela da 26 anni, è finito sotto la “tutela” dell’amministrazione Trump con la deposizione dell’allora presidente Nicolás Maduro. Il disegno di legge ora passa al vaglio dell’Alta Corte del paese per determinarne la costituzionalità. [Associated Press]

L’informatico britannico che, secondo il New York Times, sarebbe lo sviluppatore di Bitcoin, nega risolutamente.

Secondo un’indagine del quotidiano americano, il creatore della criptovaluta, che si nasconde dietro lo pseudonimo Satoshi Nakamoto, sarebbe il londinese Adam Back. In passato anche altri sono stati indiziati di essere il misterioso inventore della criptovaluta. [The Guardian]

L’annegamento di massa dei pulcini mette a rischio di estinzione i pinguini imperatore.

I pinguini imperatore dipendono dal ghiaccio “stabile”, ovvero il ghiaccio marino saldamente attaccato alla costa, per nove mesi all’anno. È lì che i pulcini nascono e crescono fino a sviluppare le piume impermeabili. Gli adulti cambiano il piumaggio ogni anno e necessitano anch’essi di un rifugio sicuro durante la ricrescita delle piume. Il riscaldamento globale ha portato a minimi storici la banchisa antartica e quando questa si rompe prematuramente, intere colonie possono precipitare nell’oceano, condannando i pulcini all’annegamento. Anche se alcuni esemplari riescono a salvarsi, rimangono completamente inzuppati e muoiono per congelamento. [The Guardian]

In solo dieci minuti, subito dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, circa cento attacchi simultanei hanno colpito diversi quartieri del centro di Beirut, i sobborghi meridionali, nonché città e villaggi del Libano orientale e meridionale. Almeno 254 persone sono rimaste uccise. In 1.150 sono rimasti feriti. La carneficina di quei dieci minuti d’inferno, in cui si è concentrata tutta la rabbia di Netanyahu e la sua determinazione a fare saltare l’accordo, forse è stato il più cruento attacco bellico della storia recente.  [The Guardian]

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