Ultim’Ora – VI – 299 – Foto satellitari testimoniano le stragi delle RSF in Sudan.

Trump riduce i dazi sulla Cina e dà il via libera per i semiconduttori. Xi promette una stretta sul fentanyl e lo sblocco delle terre rare.

I colloqui faccia a faccia di Trump con Xi nella città sudcoreana di Busan, i primi dal 2019, hanno segnato l’ultimo atto di un viaggio lampo in Asia, durante il quale Trump ha anche decantato nuove intese commerciali con Corea del Sud, Giappone e paesi del Sud-est asiatico. L’accordo, secondo Pechino, include l’impegno degli Stati Uniti a rinviare di un anno una nuova misura, fortemente osteggiata dalla Cina, che impedirebbe a migliaia di aziende cinesi di ricevere tecnologia statunitense se fossero in parte di proprietà di un’azienda sanzionata. [Reuters]

L’accordo commerciale Trump-Xi non risolverà i problemi dei due paesi.

La straordinaria guerra commerciale scatenata dal presidente Donald Trump sta avendo un impatto negativo sulle economie cinese e americana. La Cina si trova in una situazione molto più precaria, principalmente a causa di problemi preesistenti, ma è improbabile che il nuovo accordo commerciale sposti di molto l’ago della bilancia per una delle due maggiori economie mondiali. I titoli dei giornali sullo storico incontro parlano di una grande vittoria per entrambe le parti. L’accordo prevede che gli Stati Uniti riducano i dazi sulla Cina del 10%, portando l’aliquota effettiva sulle importazioni dalla Cina al 47%; e che Pechino rinvii i controlli sulle esportazioni di terre rare e aumenti gli acquisti di soia americana. Tali misure potrebbero alleviare parte delle sofferenze che aziende e consumatori lamentano da quando Trump è tornato al potere. Ma, per curare le ferite dei due paesi, occorrerà molto di più. [CNN]

Olanda: il partito centrista-liberale di Rob Jetten, D66, è testa a testa con il populista anti-Islam Geert Wilders.

Sia D66 che il Partito della Libertà di Wilders sono accreditati di 26 seggi ciascuno su 150 membri del parlamento, sconfessando le previsioni della vigilia che davano i populisti in testa. Ma con 25 liste in competizione, di cui solo 16 hanno conquistato almeno un seggio, la formazione del nuovo governo sarà molto difficile. Di sicuro c’è solo che nessun partito intende formare un governo col partito di Wilders. [De Telegraaf]

Trump ordina al Pentagono di riprendere i test sulle armi nucleari per la prima volta dal 1992.

Il presidente dice di volere che i test avvengano “su un piano di parità” con Russia e Cina. Il Cremlino ha condannato la decisione, ma non ci sono indicazioni su quando i test potrebbero avere luogo. [The Washington Post]

È improbabile che gli Stati Uniti testino armi nucleari, nonostante le affermazioni di Trump.

Il presidente Donald Trump dice di avere ordinato il ritorno ai test nucleari dopo decenni di trattati difficili ma efficaci che ne vietano la pratica, ma accadrà davvero? I ricercatori intervistati da New Scientist affermano che tali test non sono scientificamente necessari e che sarebbero puramente simbolici, destabilizzanti per la pace globale e suscettibili di scatenare proteste tra i cittadini statunitensi. In breve, è improbabile che avvengano, ma ciò non significa che l’annuncio sia del tutto innocuo. [New Scientist]

La polizia della Tanzania spara colpi d’arma da fuoco e gas lacrimogeni contro i manifestanti dopo le caotiche elezioni presidenziali.

Centinaia di persone scendono in piazza a Dar-es-Salaam perché due importanti esponenti dell’opposizione erano stati esclusi. [Al Jazeera]

Armiamoci e partite: l’ultradestra israeliana vuole continuare la guerra, ma gli haredim debbono esserne esentati.

Centinaia di migliaia di israeliani ultra-ortodossi si radunano in una rara dimostrazione di unità contro gli arresti dei renitenti alla leva. I partecipanti al “Raduno di un milione di uomini” appartengono a diverse fazioni normalmente antagoniste che contestano la coscrizione obbligatoria anche per gli studenti religiosi. [Haaretz]

Libano: dopo un attacco israeliano che ha fatto una vittima a Blida, il presidente Aoun chiede all’esercito di “rispondere” a qualsiasi incursione israeliana.

Mercoledì sera una pattuglia israeliana è penetrata in territorio libanese e ha aperto il fuoco contro l’edificio municipale di Blida, uccidendo un dipendente, per la prima volta dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, il 27 novembre 2024. [L’Orient-Le Jour]

India: a Jamtara, grazie alla criminalità informatica, la truffa ha sostituito l’agricoltura.

Alcuni anni fa, Netflix ha realizzato una serie TV sul distretto, con lo slogan “Sabka Number Aayega” che si potrebbe leggere come “prima o poi qualcuno ti chiamerà”. I truffatori di Jamtara fanno a gara a chi riesce a ingannare le persone più ricche e famose. Truffare una stella del cinema o un parlamentare non è solo una questione economica, ma un successo che accresce la propria reputazione. [The Guardian]

Russia: i vertici dell’esercito torturano e giustiziano i soldati che si rifiutano di combattere in Ucraina.

Un’indagine elenca 101 ufficiali superiori accusati di tattiche come l’uso di droni per “finire” le truppe in ritirata e l’invio di soldati in missioni di morte. [The Guardian]

Gli Stati Uniti limiteranno il numero di rifugiati a 7.500 e daranno priorità ai sudafricani bianchi.

Il basso numero rappresenta un calo drastico dopo che gli Stati Uniti in passato avevano sempre accolto centinaia di migliaia di persone in fuga da guerre e persecuzioni. [The Guardian]

Il missile russo Burevestnik, l’arma psicologica di Vladimir Putin per terrorizzare l’Occidente.

Il presidente russo ha presentato il missile a propulsione nucleare come un’arma “unica al mondo”. Mercoledì, il Cremlino ha anche annunciato il collaudo di un drone sottomarino in grado di trasportare una testata nucleare. [Le Monde]

Con la “Davos del deserto”, l’Arabia Saudita vuol fare dell’intelligenza artificiale un nuovo obiettivo di sviluppo.

A Riyadh, il forum sugli investimenti, conclusosi il 30 ottobre, ha delineato una svolta strategica per il progetto Vision 2030, volto a diversificare il regno in un momento di difficoltà economiche. La futuristica città di Neom ormai in declino sta cedendo il passo a Humain, un gioiello locale dell’intelligenza artificiale. [Le Monde]

Innalzamento del livello del mare e abbassamento del territorio: il delta del Mekong, risaia del Vietnam, deve affrontare una doppia “minaccia esistenziale”.

Il delta e la megalopoli di Ho Chi Minh City, che ospita un terzo della popolazione del paese, devono fare i conti con l’impeto dell’oceano e le conseguenze dello sfruttamento eccessivo delle risorse. Gran parte del delta è a rischio sommersione. [Le Monde]

Il legno di Agar, un “oro nero” che vale fino a 25.000 dollari al chilo, ha un lato oscuro.

Utilizzato principalmente per l’incenso, soprattutto a Hong Kong, il suo commercio soffre di un lato oscuro: un multimiliardario mercato illegale. [South China Morning Post]

Haiti, Giamaica e Cuba raccolgono i cocci dopo la distruzione dell’uragano Melissa.

Il rombo di grandi macchinari, il sibilo delle motoseghe e il rumore dei machete riecheggiano da giovedì tra le comunità dei Caraibi settentrionali, mentre si scavava per uscire dalla distruzione causata dall’uragano Melissa e si valutavano i danni. Nella Giamaica sudorientale, dipendenti pubblici e residenti hanno iniziato a sgomberare le strade nel tentativo di raggiungere decine di comunità isolate, le più colpite da uno degli uragani atlantici più potenti mai registrati. [Associated Press]

La Stazione Spaziale Internazionale celebra 25 anni di presenza umana ininterrotta in orbita.

Circa 300 persone, per lo più astronauti professionisti, ma anche occasionali turisti spaziali e registi cinematografici si sono alternati nella Stazione Spaziale Internazionale. I primi astronauti a tempo pieno aprirono il suo portello il 2 novembre del 2000, ma entro i prossimi cinque anni aziende private lanceranno le proprie stazioni orbitanti con una clientela ancora più ampia e numerosa. [Associated Press]

Sudan: Foto satellitari testimoniano le stragi delle RSF dopo la cattura di El-Fasher.

Le immagini riprese dai satelliti e video diffusi dai testimoni oculari confermano che le Forze di Supporto Rapido (RSF), tra il 26 e il 28 ottobre, hanno effettuato indicibili esecuzioni di massa. Secondo Human Rights Watch (HRL), le immagini satellitari del quartiere Darja Oula nella città di El Fasher mostrano gruppi di oggetti di colore chiaro e scuro, compatibili con le dimensioni di corpi umani (nel cerchio blu) e un terreno rossastro compatibile con larghe chiazze di sangue (nel cerchio rosso). [BBC]

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