Il collegio ha condannato l’ex presidente per cinque reati collegati col colpo di Stato. La sua incarcerazione non sarà immediata: i suoi avvocati, infatti, possono presentare ricorso. In genere, per poter presentare ricorso, è necessario che almeno due giudici abbiano votato contro la sentenza. Nel caso di Bolsonaro, solo un giudice ha votato contro, il che autorizzerebbe solo un ricorso per chiedere sconti la pena o gli arresti domiciliari. [O Globo]
Il Messico impone dazi del 50% sulle auto cinesi. Pechino attacca.
Soggiacendo alle richieste di Trump, il governo messicano ha annunciato l’aumento dei dazi sulle importazioni di prodotti asiatici. La Cina sarà il bersaglio principale a causa del volume delle sue esportazioni verso il Messico. Il governo di Claudia Sheinbaum giustifica l’iniziativa con la necessità di salvaguardare l’industria nazionale dalle pratiche di dumping di altri paesi. L’annuncio ha scatenato la reazione di Pechino, che si oppone a quella che considera una coercizione che mina i suoi legittimi diritti. [Milenio]
Il Sudafrica riapre l’inchiesta su Steve Biko 48 anni dopo la sua morte.
Fondatore del Black Consciousness Movement, Stephen “Steve” Bantu Biko fu arrestato il 18 agosto 1977 nei pressi di Grahamstown (oggi Makhanda) per violazione di ordini che limitavano i suoi spostamenti. Durante la detenzione nella stazione di polizia di Walmer, a Port Elizabeth (Gqeberha), sarebbe stato incatenato, tenuto nudo in cella e torturato. L’11 settembre 1977, ormai in coma, fu trasferito in ospedale a Pretoria, a oltre 1.200 chilometri di distanza, dove morì il giorno seguente a 30 anni. Un’inchiesta accettò la versione della polizia secondo cui le ferite riscontrate sul corpo sarebbero state conseguenza di una colluttazione. [Daily Dispatch]
Il petrolio sale nel timore che i crescenti attacchi dei droni ucraini possano interrompere i flussi attraverso i due più importanti centri di esportazione di greggio russo sulla costa baltica. Il West Texas Intermediate ha guadagnato circa l’1,5%, superando i 63 dollari al barile. Gli attacchi hanno temporaneamente sospeso anche l’attività di Primorsk, principale porto di carico del petrolio nella regione, e hanno preso di mira tre stazioni di pompaggio che trasportano il greggio verso Ust’-Luga. [Bloomberg]
L’Iran afferma che le scorte di uranio arricchito sono sepolte sotto i detriti dei siti bombardati.
Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista televisiva ha affermato che “tutto il nostro materiale è sotto le macerie degli impianti bombardati”. [Financial Times]
Cina: la nuova portaerei cinese attraversa lo Stretto di Taiwan per “esperimenti”.
La terza portaerei cinese, la Fujian, ha attraversato lo Stretto di Taiwan per effettuare “prove di ricerca scientifica e missioni di addestramento” nel Mar Cinese Meridionale. I test e l’addestramento in mare aperto per la portaerei sono una prassi regolare nel processo di costruzione e non sono mirati a un obiettivo specifico, secondo il portavoce della marina dell’Esercito Popolare di Liberazione. [Taipei Times]
Il Nepal nomina per la prima volta una donna primo ministro.
L’ex presidente della Corte Suprema Sushila Karki sta per essere nominata prima ministra ad interim nel tentativo di sedare la violenza anti-corruzione. Nella devastata Katmandou, i giovani ora temono che il potere torni nelle mani della vecchia casta che volevano cacciare: «Tutti dicono di essere parte della Generazione Z». [Kathmandu Post]
Il Sud Sudan sospende il vicepresidente Riek Machar accusato di tradimento.
Riek Machar è accusato di omicidio, tradimento e crimini contro l’umanità, secondo il ministro della giustizia. [The Tanzania Times]
Trump sembra essere messo da parte mentre Israele e Russia intensificano le proprie guerre.
Trump si è detto “molto scontento” degli attacchi israeliani in Qatar e, rispondendo a una domanda sull’incursione russa in Polonia, ha messo in discussione la “violazione” russa in un commento su Truth Social, aggiungendo cripticamente “Eccoci!”.
Pechino controlla la secca Scarborough, un atollo che chiama Isola di Huangyan, noto anche come Secca di Panatag, sin dal 2012. La decisione di farne una riserva naturale ha provocato le proteste delle Filippine, che considerano il territorio illegittimamente rivendicato dalla Cina. [South China Morning Post]
L’incidente al Safari World di Bangkok ha innescato una revisione delle pratiche di sicurezza nelle attrazioni naturalistiche in Tailandia. [South China Morning Post]
La decisione appare una risposta alle minacce del presidente degli Stati Uniti di annettere la Groenlandia. [Politico]
“Diella”, che in albanese significa “sole”, è il nome di un modulo conversazionale di IA del governo albanese per la lotta alla corruzione. Ora avrà voce anche in consiglio dei ministri e suggerirà al primo ministro come prevenire e lottare la corruzione. Le opposizioni criticano l’iniziativa come “trovata propagandistica”. [Panorama, Albania]
Il Consiglio Costituzionale ha convalidato solo cinque candidature, tra cui quella del presidente in carica. I suoi avversari non hanno altra scelta che unirsi se vogliono evitare una frammentazione del voto, ma non c’è alcuna indicazione che ne abbiano la volontà. [Le Monde]
IA: OpenAI e Microsoft seppelliscono l’ascia di guerra.
Dopo mesi di tese discussioni, le due aziende hanno annunciato di aver raggiunto un accordo sul futuro della loro associazione. Microsoft potrebbe ottenere una quota di circa il 30% nella società a scopo di lucro che Open AI, nata senza scopo di lucro e con software aperto, intende promuovere. [Le Monde]
L’Austria aveva citato in giudizio la Commissione Europea per l’inclusione del gas e del nucleare tra le attività economiche ecosostenibili. Il sistema aiuta a indirizzare gli investimenti verso i progetti necessari per ridurre le emissioni di gas serra. Giovedì, la Corte di Giustizia Europea si è pronunciato a favore della Commissione, respingendo il ricorso dell’Austria. [Associated Press]
La dichiarazione afferma inoltre che la liberazione degli ostaggi, compresi quelli uccisi da Hamas, e la fine della guerra e delle sofferenze a Gaza “devono rimanere la massima priorità”.
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite vota a favore di uno stato palestinese, ma senza Hamas.
Un piano di compromesso prevede che gli stati arabi condannino gli attacchi del 7 ottobre in cambio di un chiaro sostegno delle Nazioni Unite a uno Stato palestinese. [The Guardian]
Cosa resta della città di Gaza?
Le immagini satellitari mostrano come i quartieri della città più grande di Gaza siano stati rasi completamente al suolo. Israele sta demolendo i grattacieli di Gaza City, radendo al suolo interi isolati che un tempo ospitavano migliaia di persone. Almeno 50 edifici sono stati distrutti nelle ultime settimane, mentre le forze israeliane intensificano il loro assalto alla città e gli sfollamenti forzati. Nella sola zona di Zeitoun, più di 1.500 case ed edifici sono stati distrutti dall’inizio di agosto, lasciando intere parti del quartiere senza edifici rimasti in piedi. [Al Jazeera]
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