Trump afferma che l’attacco statunitense ha ucciso 11 narcotrafficanti. [La Razón de Mexico]
L’arrivo di Kim Ju-ae a Pechino in vista della parata militare del Giorno della Vittoria conferma che è lei la successora preferita del padre, secondo gli esperti. [Chosun Ilbo]
Una guida alle nuove armi cinesi in parata a Pechino.
In segno di sfida al potere degli Stati Uniti, con la grande parata militare di mercoledì, Xi Jinping ha sfoggiato un nuovo e sofisticato arsenale, presentando armi e velivoli che Pechino potrebbe utilizzare per affermare la propria supremazia nella regione Asia-Pacifico. [The Wall Street Journal.]
L’arresto di Linehan è stato ampiamente criticato come un attacco alla libertà di parola. L’arresto dell’autore televisivo da parte della polizia armata appare l’ultima mossa autoritaria a sostegno della repressione linguistica che la lobby transessuale vorrebbe imporre. [The Telegraph]
La vicepremier britannica Angela Rayner ammette di avere evaso alcune tasse.
Dopo settimane di speculazioni sulla stampa in merito alle tasse pagate per l’acquisto di un appartamento a Hove, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, Angela Rayner ha ammesso di non aver pagato tutte le tasse dovute per l’acquisto e di aver preso in considerazione l’idea di dimettersi. [Financial Times]
Mercoledì mattina, Gaza City si è svegliata con scene di devastazione e incredulità, dopo una delle notti più intense di bombardamenti delle ultime settimane. L’intensità degli attacchi ha lasciato molti stupiti per essere sopravvissuti. [Haaretz]
Secondo il dipartimento del tesoro statunitense, l’uomo d’affari iracheno-kittitiano, residente negli Emirati Arabi Uniti, gestiva le operazioni attraverso la sua società Babylon Navigation DMCC. Il petrolio iraniano veniva miscelato a grezzo irakeno in modo da essere venduto come irakeno sul mercato globale. La rete di Babylon Navigation disponeva di parecchie petroliere, tra cui l’Adena, la Liliana e la Camilla, tutte battenti bandiera liberiana. [Regtechtimes]
Centinaia di donne vestite di rosa si sono unite alle proteste nella capitale indonesiana contro i privilegi dei parlamentari e la brutalità della polizia, brandendo scope come simbolo delle loro richieste di riforma e agitando cartelli con slogan del tipo “riformate la polizia” e “le vostre dolci promesse causano il diabete”. [The Straits Times]
Tailandia: il magnate promotore delle leggi sulla cannabis, in testa nella corsa a primo ministro.
Anutin Charnvirakul ha ottenuto il sostegno condizionato del principale partito di opposizione per formare un governo di transizione. Il Partito Popolare sosterrà Anutin Charnvirakul come primo ministro per evitare una situazione di stallo politico che potrebbe consentire a un “ex golpista” di prendere il potere. Il sostegno è subordinato allo scioglimento della Camera dei Rappresentanti entro quattro mesi e lo svolgimento di nuove elezioni generali. Il nuovo governo dovrà inoltre avviare il processo di redazione di una nuova Costituzione da parte di un’Assemblea Costituzionale eletta. Il Partito Popolare, tuttavia, rimarrà all’opposizione e i suoi membri non accetteranno incarichi ministeriali. [The Nation, Tailandia]
In questa città situata 120 chilometri a sud-est di Pechino, i giovani laureati si ritrovano esclusi dal mercato del lavoro. Hanno sempre più difficoltà a trovare un impiego coerente con la loro formazione, barcamenandosi tra disoccupazione e lavoretti precari. [Le Monde]
In una dichiarazione pubblicata martedì, 85 rinomati climatologi ritengono che il rapporto pubblicato all’inizio di agosto dal dipartimento dell’energia degli Stati Uniti sia pieno di errori, manipolazioni, omissioni ed errori metodologici. [Le Monde]
In Kenya, si teme un nuovo massacro settario dopo il ritrovamento di 32 cadaveri nella boscaglia.
L’esumazione di 32 corpi e circa 50 arti umani semiabbandonati nei pressi del villaggio di Kwa Binzaro, nel Kenya orientale, fa temere una nuova strage legata a una setta religiosa. Nel 2023, nei pressi del villaggio di Kwa Binzaro furono rinvenuti più di 400 cadaveri. I seguaci dell’autoproclamato pastore Paul Mackenzie avrebbero dovuto digiunare fino alla morte per “incontrare Gesù”. [Le Monde]
Palestina: il Belgio si rimette sulla strada del diritto internazionale.
Il Belgio ha deciso di riconoscere (condizionatamente) lo stato di Palestina, adottando al contempo sanzioni concrete contro Israele. Questo duplice approccio segna una posizione chiara sulla scena internazionale. [Le Soir]
Polonia: Karol Nawrocki alla Casa Bianca per la prima visita all’estero da presidente.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump accoglie alla Casa Bianca il presidente polacco nazionalista e conservatore Karol Nawrocki che ha sostenuto durante le recenti elezioni, infliggendo un evidente schiaffo al primo ministro polacco centrista Donald Tusk. [Gazeta Wyborcza]
Messico: nella guerra dei cartelli, gli influenzatori sono nel mirino delle varie fazioni.
Prendere di mira i promotori in rete riflette il loro presunto ruolo nel riciclaggio di denaro e il loro ruolo nella propaganda. [The Guardian]
I sondaggi indicano una campagna elettorale “molto combattuta” tra il partito laburista giamaicano e il partito di opposizione People’s National Party. [The Guardian]
Le azioni di Gazprom crollano dopo l’annuncio dell’accordo per il gasdotto Power of Siberia 2.
Il gasdotto, che era nella lista dei desideri del Cremlino da quasi due decenni, ha assunto una nuova urgenza, poiché Mosca deve compensare il crollo delle vendite di Gazprom all’Europa. Ma gli investitori hanno subito notato che il protocollo firmato a Pechino era solo un altro memorandum d’intenti, non un contratto vincolante. Per altro, precedenti rapporti suggeriscono che Pechino intendesse impegnarsi solo per una parte della capacità del gasdotto e a tariffe nazionali russe fortemente scontate. [The Moscow Times]
I lavori di costruzione di una nuova importante struttura nel sito del presunto programma di armi atomiche israeliano si sono intensificati, secondo le immagini satellitari analizzate dagli esperti. Per gli osservatori potrebbe trattarsi di un nuovo reattore o di un impianto per l’assemblaggio di armi nucleari, ma la segretezza che avvolge il programma rende difficile saperlo con certezza. I lavori presso il centro di ricerca nucleare Shimon Peres Negev, nei pressi della città di Dimona, non mancheranno di riaccendere gli interrogativi sullo status, ampiamente ritenuto, di Israele come unico paese del Medio Oriente dotato di armi nucleari. [Associated Press]
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